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Terremoto

gennaio lunedì 1968 s. Mauro abbate 15

Sono quasi le undici di sera.
Prima di cominciare a scrivere ho letto le pagine precedenti ed ho notato che le mie opinioni ed i miei proponimenti variano nel giro di poche ore. Nella pagina di ieri ho scritto solamente “Buona notte! Veloce veloce non ho voglia di scrivere, scusa.”
Ieri, quando l’ho scritto non avrei mai immaginato che avrei passato una notte che non desidero neanche al mio peggior nemico… (ma chi sarà mai poi il mio peggior nemico?).
Comincio dall’inizio.

Era l’una passata dopo mezzanotte ed ero andato a letto. Mi ero addormentato verso le due, due e  mezza. Alle tre sono stato svegliato dall’ondeggiare del letto e subito ho acceso la luce. Avevo capito che si trattava del terremoto. Per la prima volta nella mia vita vivevo l’esperienza drammatica del terremoto. Prima di ieri ne avevo sentito parlare dalla buon’anima di mio nonno che si era trovato a Messina, nello stretto, durante il terremoto del 1908. La nave sulla quale era imbarcato aveva toccato il fondo ed era fortunatamente risalita cavalcando un’enorme onda causata dal maremoto. Mi misi a tremare come una foglia per paura che mi crollasse tutto addosso senza che avessi avuto il tempo di confessarmi. Sai come la penso su queste cose! Mezz’ora dopo un’altra fortissima scossa mi spostò il letto in mezzo alla stanza, avrei voluto fermarlo aggrappandomi al materasso, mentre il cuore mi impazziva, mi scoppiava dalla paura. La gente si era precipitata per le strade ed il loro vociare non faceva altro che accrescere la mia fifa. Un tremito, che ho ancora ora mentre sto scrivendo, mi prese tutto il corpo. Sobbalzo ancora ad ogni minimo rumore e i miei occhi ormai sono fissi sul lampadario.
Il terrore di vederlo oscillare mi attanaglia. Non ho più chiuso occhio, quella di ieri sera è stata una notte lunghissima e stamattina alle sette e mezza ero già a scuola, contento di poter uscire fuori di casa. Volevo sapere come avevano passato la notte gli amici, conoscere le loro impressioni e capire se la loro paura era all’altezza della mia. Il terremoto era sulla bocca di tutti , per strada, in autobus a scuola. Ho saputo che ci sono state centinaia di morti specialmente tra Palermo e Trapani . Gibellina, Montevago, Santa Mergherita Belice, Salaparuta, sembrano i paesi più colpiti . Non so nemmeno dove siano di preciso!

Le lezioni sono state sospese per due giorni , molti erano felici per queste vacanze inaspettate, io no.
Spero che di questo genere di vacanze non ce ne siano più. Nel pomeriggio ci sono state altre due scosse… non finisce mai quest ’angoscia! Nel mio palazzo siamo rimasti solamente due famiglie, le uniche senza un’auto per scappare. Il palazzo è antico e resiste bene, anche se alcune crepe si sono aperte in vari punti …
speriamo che non ci crolli tutto addosso.
E’ l’una di notte, due ore sono passate e i miei fratelli dormono, beati loro! Speriamo che riesca a prendere sonno pure io, ma già so che non sarà facile, ho troppa paura. Vorrei dormire fin quando tutto non sarà finito.
A domani, spero!

Tratto da Zicchi Zocchi di ©emtes

 

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