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Mai dire “bentornato” sul Serio

Caro il mio tato mentre tu mi davi il “bentornato” (cazzo di rima) io stavo piacevolmente osservando il campionario vasto di umanità che mi contornava in quel di Orio al Serio (si fa per dire). Mi ero abilmente camuffato con occhiali da sole e cerotto in bocca per evitare il sequestro e l’estradizione da parte dei temuti “muratori” anche grazie all’involontario suggerimento del carabiniere che, al controllo sicurezza, mi ha fermato per controllarmi il portatile.
Mi fa: “Dove va?” ed io: “A Palemmo!” e lui: “E’ di Palemmo?” ed io: “Sì, come lei!”.
E dato che eravamo quasi parenti essendo della stessa città natale, mi ha lasciato passare senza controllarmi il pc dicendomi: “Come si dice a Palemmo… sinni può ghiri. Mi saluti Palemmo!”. La sua cadenza, simile alla mia mi suggerì il cerotto.
Così ho preso alloggio in un sedile libero al gate abbandonandomi alla sofferenza ed alla stanchezza. Quasi dormo.
Il mio sonno fisico era distratto però da avvenimenti che voi umani non osate nemmeno immaginare. Sui bimbi scampati alla sana strage erodiana ho già parlato in altro blog (L’Ero(d)e) quindi tralascio il trituramento sistematico di palle effettuato dalla innocente creaturina che mi ha saltellato tra i maroni instancabilmente per ore senza mai scaricarsi (una duracell praticamente), con sottofondo sonoro di strepiti graziosissimi di altri infanti scampati alla strage. Ti dirò invece di una bergamo-tedesca che si era già fatta notare al ceck-in per la vociona escandescente. La dolce signora – che era un morphing tra un temuto muratore bergamasco ed un pastore tedesco – gridava: “Che cazzo di fine ha fatto questo cazzo di aereo del cazzo di questa compagnia del cazzo?” Sì proprio così diceva e poi aggiungeva: “Questi non dicono la verità, dov’è finito questo cazzo di aereo, hanno cambiato versione sei volte, c’è qualcosa di losco!”. Cercando proseliti continuava: “Questo aereo non arriverà mai, lo so, ci sono troppi misteri. CHI NASCONDE LA VERITA’?”. Ed un ragazzo: “Bush!”. Intanto le grattatine partivano. Un altra signora – chissà perché le donne sono le più guerriere in certe occasioni – inveiva contro le due povere hostess al banco del gate: “Vi dovete vergognare, come fate a lavorare per questa compagnia di merda, cambiate lavoro!”. Qualcuno aggiungeva di suo: “Andate a lavorare!”. Insomma una goduria caro tato.
Poi il culmine.
Ore 23.30, mentre tu scrivevi “bentornato” (mannaggia a te non ti si poteva bruciare la tastiera:) comincia l’imbarco, si riempie la prima navetta e va per andare. Dicevo “va” perché appena compiuti i primi cinque millimetri di percorso va in fumo. Vedi che non scherzo va proprio in fumo. E tutti a chiedersi: “Ma che fa prende fuoco?”, e la donna morphing: “Vedete questo è un segno, ve lo dicevo io questo aereo non arriverà mai, è il destino che ci manda un segnale!”. Ti lascio immaginare le reazioni dei presenti anche se non sono alla portata dell’immaginazione umana. Chi si era timidamente grattato le palle riprese l’attività con decisione fino all’orgasmo. Ci fu chi prese il rosario e cominciò a pregare, chi improvvisò una danza scaramantica circolare ululando in tondo, chi si avventò su una delle hostess per strapparle i capelli, chi salì sul banco e fece un comizio candidandosi alle europee. I bimbi sempre carichi continuavano a strepitare felici.
La donna rivolta al marito che si era mimetizzato nascondendosi con la faccia al muro: “Andiamocene a casa, io non voglio andare a Palermo, non ci arriveremo mai!”. L’insistenza della cassandra ebbe effetto su quelle poche persone che avevano mantenuto un contegno: ci fu chi cominciò a distribuire euro lanciandoli a mazzette per aria, chi confidò alla moglie che l’aveva tradita e chi: “Pure io caro stai sereno!”, chi si procurava ferite mordendosi i gomiti per espiare i propri peccati , chi fondava un nuovo partito politico.
C’era di tutto, ma poi alla fine siamo partiti, Cassandra compresa, ed alle 2:00 di notte sono arrivato a casa.

©tener1

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