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Il regalo di Natale

Adalberto Maria Guerrini conduceva nervosamente avanti e indietro il suo fisico trentenne guardando le vetrine, in ordine, di Sparacio Calzature stracolme di falsi cartellini giallo attraente prezzati rosso su scarpe fuoriserie dalle fibbie impossibili. Pupetta Intimo Donna che non disdegnava, tra perizoma rossi, reggiseno di pizzo rossi e giarrettiere da ballerine di Can Can, rosse capodanno anche queste, qualche boxer maschile con frasi doppiosensistiche del tipo “Non costringetemi a stare dentro”, “Chi l’ha visto?”, “Attenzione Viagra”, rigorosamente rossi, per lezzi di poco gusto a qualche fidanzato o amico, a fine anno. Rivendita Tabacchi numero 137. Bar Airone. Top Class Abbigliamento Uomo Donna Bambino. E ritorno. Soffocato dagli scarichi del traffico immobile nella stretta via centrale, Adalberto Maria malediceva il momento in cui aveva acconsentito ad accompagnare Valentina in centro per le compere natalizie. Cercava di smaltire il sapore carbonato degli scappamenti fumando nicotina e catrame di monopolio. Il Bar Airone gli offrì ristoro con un bicchiere da Wiskey di minerale con bollicine, prima di un caffè e della successiva sigaretta. Si soffermò per l’ennesima volta davanti le vetrine di Pupetta a sbirciare se la fidanzata avesse casomai concluso le scelte intime, con addosso l’imbarazzo dei pensieri pesanti degli autisti in coda che, tra una clacsonata e l’altra, l’osservavano, sicuro, come un maniaco che si eccita alla vista degli erotici contenitori di altro sesso. Fece un cenno con la mano verso l’interno del negozio, di sole donne colmo, come a chiedere a qualcuno dentro, a che punto fosse, per fugare dalle menti assembrate, ogni dubbio sulle sue perversioni. Ma la coda di tossici natalizi, anche se con moto privo di qualsiasi fluidità, da lumaca molto indecisa, si muoveva di quel tot che serviva a nuovi pensieri ingiusti di occupare le posizioni di quelli appena fugati. E l’imbarazzo nervoso aumentava ad ogni sguardo d’orologio, tre volte al minuto, circa. Valentina non si vedeva, probabilmente in prova di arrapantissimi fili interdentali, merletti mostratette e sete invisibili da primo dell’anno. Nell’attesa di venti minuti abbondanti immaginò il suo corpo fresco e sodo da ventenne benissimo fatta, addobbato di pochi centimetri quadrati d’alto erotismo e si eccitò, a dar ragione ai malpensanti di turno, sfumacchianti smog a quintali. Decise, stanco della situazione, di vederla, ed entrò nel negozio da dove era uscito prima, sentendosi fuori posto tra tanto piacevole altro sesso discinto. La commessa brunetta e tonda di pantaloni dermatologici profumata Krizia, lo riconobbe e gli indicò col capo il camerino d’angolo, mentre suggeriva ad un’avvenente quarantenne il Sangallo più adatto al suo seno poderoso da minimo sesta, visibilissimo sotto la camicetta aperta per le prove. Adalberto seguì la direzione indicatagli ammirando il posteriore della donna con finto disinteresse, eccitato, e il fondoschiena nudo riflesso nello specchio di un camerino semiaperto di passaggio. Chiamò attraverso l’uscio Valentina a che punto era. Gli rispose con la vocina squillante che aveva quasi finito ed aprì la porta, nuda d’abbigliamento intimo da infarto per un sano di cuore. Lui si guardò intorno e non visto entrò nello stanzino un metro per due, col cervello in tilt d’un Kamasutra ampliato dalla precarietà. I due corpi, il nudo ed il vestito, si unirono in un abbraccio di desiderio reciproco. Penetrò con la lingua le labbra disponibili della fidanzata che lo liberò rapidamente degli indumenti superflui mormorandogli tra un roteare di lingua ed un succhiare di labbro inferiore che finalmente s’era deciso a venire, che era eccitatissima mentre si specchiava svestita e che si era bagnata al pensiero di essere presa lì dentro, da un qualsiasi commesso, purtroppo assente in quel negozio. Facendo leva sulle spalle poggiate al muro e aggrappandosi al collo di lui, Valentina arcuò il bacino e alzò le cosce incrociandole sui fianchi di Adalberto. Guardando i loro sessi riflessi sullo specchio laterale ritmarono l’amplesso profondo con mugolii ansimanti di piacere che arrivarono, eccitanti, alle orecchie dei camerini adiacenti. Lei spingeva per riceverlo nell’anima e lui la sosteneva sorreggendole l’amabile bacino infuocato. Prima dell’orgasmo Valentina allentò la presa e scese in terra disponendosi di schiena a mostrargli come avrebbe desiderato essere trafitta dal commesso inesistente. Si chinò invitante a sporgere i fianchi ondeggianti, pronta a ricevere per la prima volta un membro turgido nel prezioso orifizio alternativo. Adalberto si sentì travolgere dalla gioia e trattenne l’incombente defluire del seme per puntare deciso la preziosa aureola rosata. Pose la punta umida degli umori avvolgenti del paradiso già visitato, sull’ingresso del nuovo Eden miracolosamente accessibile. Superò il rammarico di non potersi intrattenere a giocare tra le ante dei glutei tanto desiderati ed ora inaspettatamente disponibili a trastulli, in passato tanto reclamati. Bussò con delicatezza alle pareti elastiche pensandole attraversate indegnamente dalla verga blasfema d’un assente commesso. Sentì i mugolii del cedimento complice, soccorsi in aiuto alla sua pressione e vide riflessi i seni ondeggianti d’incoraggiamento definitivo. Entrò e per un attimo volle gustare, immobile, il calore inebriante dell’insperato tesoro. Il gridolino non trattenuto di Valentina cancellò le pareti dello spogliatoio ed un’orda di sesso famelico spiò partecipe i ritmati ondeggiamenti delle spinte reciproche fino all’esplosione dell’orgasmo. I corpi imperlati di sudore, esausti, ripresero pian piano la postura classica degli amanti al bacio di commiato. Le due menti si unirono in un esausto ringraziamento e tornarono alla realtà. I due corpi si ricomposero per il mondo esterno e affrontarono impermeabili gli sguardi, i commenti, i risolini pubblici, fino alla cassa e poi all’uscita del Pupetta Intimo Donna, dove Valentina, in faccia alla coda immobile di osservatori alla guida, schioccò un sonoro bacio in bocca al fidanzato dicendogli grazie amore è questo il mio regalo di Natale.

©tener1

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