RSS

Archivi categoria: Thriller

Prova (non riuscita) di thriller psicologico (Fine)

«Pronto, sono il commissario Capuozzo, vorrei venire a fare una visita alla signora Pasculli.»
«Ah, poverina mi dispiace… e quando?»
«Ho capito, non è che sa dirmi dov’è la tomba?»
«Si grazie sto scrivendo dica pure.»
«La ringrazio signora Giacalone, buona giornata.»
Capuozzo mise giù il telefono, aprì il cassetto della sua scrivania e prese una foto, prese il foglio con l’appunto, uscì dal commissariato ed entrò nella sua golf. Si guardò nello specchietto, si passò una mano sui baffi e sulla barba poi mise in moto e si avvio verso il cimitero comunale. La notizia lo aveva messo di cattivo umore, lo sentiva anche se non sapeva darsene una spiegazione. Arrivato sul posto comprò un mazzo di margheritone gialle, arancioni e rosse e seguendo le indicazioni del foglietto arrivò alla tomba della signora Pasculli.
La foto sulla maiolica della tomba era di qualche anno prima, dimostrava una sessantina di anni, era più in carne, ma gli occhi erano ugualmente privi di espressione come l’aveva vista Carmelo. Accanto la foto del marito. Carmelo cercò di trovare una somiglianza tra padre e figlio, poi si attribuì la qualifica di coglione. Depose sulla tomba priva di fiori la foto e sopra vi adagiò il mazzo di margherite. Non c’erano vasi.
Non parlò ma pensò, e col pensiero parlò alla defunta.
“Le ho portato la foto della torre signora, forse le farà piacere forse no, ma lì sopra ho visto suo figlio l’ultima volta, ora lei che lo ha raggiunto potrà parlargli e chiedergli e capire. La devo ringraziare, ho seguito il suo consiglio, ho avuto pazienza finché ho potuto, ma detto tra me e lei, se non avessi avuto un bel colpo di culo… mi scusi, non ne sarei più uscito.”
Salutò con un cenno ed un abbozzo di sorriso.
Mentre percorreva i viali per arrivare all’uscita esclamò tra sé e sé ma a voce udibile: «Se sento qualche coglione parlare ancora di abolire le intercettazioni gli faccio un culo così.»

Fine

 
2 commenti

Pubblicato da su 6 settembre 2012 in Giochimiei, Thriller

 

Prova (non riuscita) di thriller psicologico (9,4)

ARRESTI A VILLA GIORDANO

La proprietaria Patrizia Giordano tratta in arresto mentre era in compagnia dell’ex proprietario dell’immobile Armando Lo Meo.

Brillante operazione di polizia portata a termine ieri pomeriggio dalla squadra del Commissario Capuozzo della VII circoscrizione.

L’accusa per entrambi gli arrestati è di due diversi omicidi: quello della sorella Adele per la Giordano e quello del padre per Lo Meo. Le forze dell’ordine tenevano sotto controllo i due indagati e sono intervenuti in seguito all’intercettazione ambientale di un incontro-scontro tra i due ai quali, dopo le prove schiaccianti sulla loro colpevolezza, non è rimasto altro che confessare i loro delitti.

Facciamo una breve ricostruzione della storia, piuttosto complessa. L’indagine sui due omicidi si è aperta in seguito al ritrovamento del cadavere di Maria Pillitteri nel suo appartamento, come ricorderete la donna è stata uccisa dal portiere dello stabile. Maria Pillitteri lavorava presso lo studio del notaio Lo Meo (padre di Armando) con la collega Adele Giordano. Armando, indebitato a causa del gioco d’azzardo, minacciato dai suoi creditori, per venire rapidamente in possesso dell’ingente eredità, ha convinto la bella Adele ad avere rapporti sessuali col padre che era ammalato di cuore. La donna, con la quale peraltro il vecchio Lo Meo, aveva rapporti particolari, ha fatto ingerire alla vittima del viagra (come risulterà dall’autopsia disposta successivamente dal commissario Capuozzo) provocandone l’arresto cardiaco nel momento di massimo sforzo.

La Giordano riceveva, in cambio della sua prestazione, una villa del valore di dieci milioni circa ed una cospicua somma di denaro, oltre allo studio notarile. Questo risultava dal testamento, poi risultato falso. La falsificazione era stata concordata in precedenza tra i due complici al fine di evitare eventuali sospetti sul passaggio di proprietà da Armando Lo Meo a Adele Giordano. Ma la bionda Adele non si era accontentata ed aveva cominciato a ricattare Armando, minacciandolo di raccontare tutto alla polizia e riuscendo ad estorcergli, in vari periodi, più di venti milioni. Successivamente Adele Giordano è stata trovata morta in una camera d’albergo dell’Holiday-Inn di Assago, insieme al suo amante Mario Casacci, marito di Maria Pillitteri. In un primo momento, le indagini avevano portato alla conclusione che si trattasse di omicidio-suicidio, ma la riapertura delle stesse da parte del commissario Capuozzo ha portato a indagare su Armando, che voleva liberarsi della ricattatrice, ma anche sul convivente della sorella di Adele: Aldo Vullo dal telefono del quale erano partite alcune telefonate con l’esecutore materiale del duplice omicidio, tale Ingrassia Filippo, attualmente ricercato. Le intercettazioni invece hanno accertato una diversa dinamica ed un colpevole insospettato: Patrizia Giordano, sorella di Adele.

Patrizia Giordano è la sorella maggiore di Adele, da bambina, in seguito ad un incidente causato involontariamente dalla sorella più piccola, è rimasta col volto sfregiato. Tale menomazione le ha provocato un profondo risentimento nei confronti di Adele, un odio che ha accumulato negli anni, la gelosia per i suoi successi con gli uomini, l’invidia. Durante uno dei rari incontri, avvenuto nella villa della quale era appena venuta in possesso Adele, Patrizia, curiosando tra i cassetti, aveva scoperto il diario della sorella dove, tra le altre cose, c’era scritto per filo e per segno l’accordo con Armando Lo Meo per uccidere il padre. Tale scoperta ha dato inizio al piano diabolico nella mente della donna: eliminare Adele e prenderne il posto.

Patrizia frequentava locali per single in cerca di un po’ di divertimento ed in uno di questi aveva conosciuto Filippo Ingrassia, un mediatore immobiliare di Milano, che come secondo lavoro faceva il killer e si era messo d’accordo con lui per l’uccisione della sorella, lontano dalla città, quando si sarebbe presentata l’occasione giusta.

Durante uno dei suoi momenti di svago aveva conosciuto pure Aldo Vullo ed aveva cominciato a frequentarlo.

Sapeva che Adele viaggiava spesso ed aspettava il momento più adatto seguendone i movimenti. Il giorno dell’omicidio aveva seguito la sorella in aeroporto, camuffata da uomo, aveva telefonato a Ingrassia col cellulare fattosi prestare con una scusa dall’ignaro Vullo ed aveva decretato la sua morte.

(et)

 ***

 
2 commenti

Pubblicato da su 6 settembre 2012 in Giochimiei, Thriller

 

Prova (non riuscita) di thriller psicologico (9,3)

«Ti ho detto di non toccarmi, non voglio avere a che fare con una come te.»
«Ah certo, io ho questa cazzo di faccia sfregiata, ti fa schifo vero? Non è come il visino angelico di Adele. Maledetta! La odiavo da viva e la odio da morta, tutta colpa sua, lei a fare la bella vita, a scoparsi chi voleva, ad arricchirsi ed io a nascondermi.»

***

«Fermi! Esposito aspettiamo ancora.» Intimò Capuozzo.»

***

«Ah ah ah! Ma gliel’ho fatta pagare a quella brutta stronza ah ah ah! Sì, se lo meritava, ho sofferto una vita, mentre lei si divertiva io dovevo andare nei privé per trovarmi qualcuno che mi scopasse, dovevo elemosinare un po’ di sesso, accontentarmi di chi si faceva la sveltina e via.»
«Tu sei pazza, io vado via.»

***

«Ok ora possiamo andare, fai entrare i ragazzi!» Disse Capuozzo a Esposito che era collegato con gli agenti appostati attorno alla villa.
Scese al piano di sotto: «Lopresti andiamo.» disse all’agente.
«Dottore col Vullo che facciamo?»
«Cazzo, Vullo! – Esclamò Carmelo sbattendosi la mano in fronte, poi diretto a Carollo – Carollo prenda lei la deposizione di Vullo.»
Entrò nel suo ufficio: «Signor Vullo…»
«Ah signor commissario – lo interruppe – mi pareva che si fosse dimenticato di me, io intanto ho pensato sa, e mi è venuta in mente una cosa.»
«Cosa Vullo? Faccia in fretta.»
«Una volta Patrizia aveva il telefono che non le funzionava ed ha voluto che le prestassi il mio, sono passati tanti anni, non potevo pensarci subito.»
«Ottimo Vullo, faccia la deposizione con l’agente Carollo, mi raccomando, ripeta tutto quello che ha detto a me e soprattutto questa cosa del telefono.»
«Va bene signor commissario, dopo posso tornare a casa?»
«Sì, ma si trovi un’altra… un’altra signora che la ospiti.»

***

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 6 settembre 2012 in Giochimiei, Thriller

 

Prova (non riuscita) di thriller psicologico (9,2)

«Commissario che facciamo?» Chiese Esposito.
«Avvisa i ragazzi di stare pronti e manda due volanti, senza sirena, in zona.» Rispose Capuozzo.

***

«Che roba è, fammi vedere.»
«Non ti avvicinare! Qui c’è scritto tutto caro il mio bel biondino, Adele scriveva tutto. Qui c’è l’elenco delle sue conquiste… strano che non ci sia il tuo nome tra di esse. Ma sì tu non gli interessavi per portarti a letto.»
«Sei una troia, dammi quel diario!»
«Stai buono, non ti avvicinare, ascoltami, ci possiamo mettere d’accordo.»
«Mai.»
«Pensaci tesoro, cosa penserebbe il buon Capuozzo se leggesse dell’accordo fatto tra te e Adele per ammazzare tuo padre? E se leggesse tutti gli importi che le hai versato? Come giustificheresti i quasi venti milioni trasferiti sul suo conto? Ti conviene ascoltare la mia proposta tesoro.»
«Tu sei cinica, sei diabolica… sei…»
«Sono quello che mi ha fatto diventare la vita, come te d’altronde, anche tu non sei uno stinco di santo.»
«Che cosa vuoi da me?»
«Una piccola ricompensa amore. Io non sono così esosa come Adele, a me basta poco, bastano quei dieci milioni. Risparmi pure. E poi voglio…»

***

«Che dice dottore, può bastare?» Chiese Esposito.
«Aspettiamo.» Rispose Capuozzo.

***

«Non ti avvicinare, sei una cagna, mi fai schifo.»
«Attento Armando, potrei chiederti molto di più se non ti comporti bene con me.»
«Cosa intendi? Non mi toccare!»
«Una piccola ricompensa me la merito tesoro, ti ho liberato da un bel peso, me ne sono stata buona per anni, ma ora voglio quello che mi spetta.»

***

«Possiamo entrare!» Disse Capuozzo a Esposito.

***

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 5 settembre 2012 in Giochimiei, Thriller

 

Prova (non riuscita) di thriller psicologico (9,1)

«Accomodati.»
«Grazie.»
«Dimmi tutto.»
«Niente, ti volevo dire che puoi prenderti tutto il tempo necessario per lasciare la villa, non ho tutta questa urgenza.»
«Ah, grazie, come mai tutta questa gentilezza?»
«Savoir vivre mon chérie.»
«Ma grazie, bevi qualcosa?»
«Sì grazie un whisky.»
«E se ti dicessi che la villa me la tengo?»
«Basta metterci d’accordo sul prezzo.»
«Per me vanno bene cinque milioni subito e cinque entro tre mesi.»
«Si può fare. Cin!»
«Facciamo subito la transazione, vieni c’è il pc acceso.»
«Che ci facciamo col pc?»
«Fai il trasferimento di cinque milioni sul mio conto, semplice.»
«Cosa stai dicendo? Non ho capito.»
«Sto dicendo che prendi cinque milioncini dal tuo conto e li trasferisci sul mio, che c’è da capire?»
«Ma sei impazzita?»
«Ah ah ah! No sono sana di mente.»
«Allora che stai dicendo, cosa ti sei messa in testa?»
«Sto dicendo che se non vuoi passare il resto dei tuoi giorni in galera, prendi cinque maledetti milioni e li trasferisci sul mio conto, ecco questo è il conto, dai sbrigati.»
«Tu sei fuori di testa, che cazzo dici, sei pazza furiosa!»
«E va bene, vuol dire che farò felice Capuozzo consegnandogli questo diario di mia sorella.»

***

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 4 settembre 2012 in Giochimiei, Thriller

 

Prova (non riuscita) di thriller psicologico (9,0)

Poi sembrò che i neuroni gli entrassero in circolo, collegò le domande del commissario, assunse una espressione di orrore e disse: «Ma perché, che c’entra questo Ingrassia col suicidio di Adele, che la suicidò lui per caso?»
«Questo me lo deve dire lei signor Vullo.» Disse secco Capuozzo.
«Oh, oh, oh, non scherziamo, qui la cosa è grave, io non c’entro niente signor commissario. Io non so ammazzare nemmeno una mosca, non scherziamo.» Disse Vullo quasi piangendo.
Bussarono alla porta e la testa di Esposito fece capolino: «Dottore mi scusi, può venire un attimo, è importante.»
Capuozzo si alzò e uscì dall’ufficio chiudendo la porta dietro di sé: «Che c’è Esposito?»
«Lo Meo è a casa di Giordano.» Gli disse piano l’agente.
Carmelo aprì la porta del suo ufficio, disse a Vullo: «Torno tra cinque minuti, lei intanto cerchi di ricordare.» Chiuse la porta e disse a Esposito: «Andiamo.»
Salirono al piano di sopra dove l’agente Ferro ascoltava e registrava tutto ciò che si diceva alla villa. Si tolse la cuffia e la porse al commissario: «Ancora niente, ci hanno segnalato in questo momento l’arrivo alla villa Giordano.» Disse.
«Metti l’audio esterno.» Gli disse Carmelo posando la cuffia sul tavolo.

***

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 4 settembre 2012 in Giochimiei, Thriller

 

Prova (non riuscita) di thriller psicologico (8,9)

Vullo guardò la foto, portò le labbra chiuse all’insù, guardò il commissario e disse deciso: «No, perché chi è?»
Capuozzo rimise la foto nel cassetto senza rispondere, poi guardò negli occhi l’uomo dalle mascelle pendenti e chiese: «Quali sono i suoi rapporti con Armando Lo Meo?»
«Signor commissario ma chi era quello della foto, perché mi ha chiesto se lo conosco?» Chiese Vullo con l’aria preoccupata.
«Signor Vullo le domande le faccio io? Vero?»
«Sì certo signor commissario, ma così mi metto in agitazione.»
«Stia tranquillo, mi ha risposto prima, mi risponda ora.»
«Lo Meo… Lo Meo lo conosco da qualche anno, ma è una conoscenza così, senza particolari rapporti.»
«Cioè?»
«Cioè… cioè… signor commissario io non ho vizi, non bevo, non fumo, non… cioè non bevo e non fumo, per il resto tutto a posto… ma ogni tanto mi piace farmi una partitella a poker. Non è un vero e proprio vizio, giusto per arrotondare, sa signor commissario non posso sempre dipendere dalle donne.»
«Certo, capisco – disse Carmelo – continui pure.»
«E niente signor commissario, Lo Meo è uno che gli piace giocare e così ci conosciamo, ma giusto incontri di gioco e basta.»
«Non vi frequentate quindi?»
«No no, capita che ci vediamo e qualche volta ho la fortuna di sedere nel suo tavolo.»
«Perché la fortuna?»
«Perché… signor commissario – si avvicinò per confidare – Lo Meo è una miniera.»
«Lei sa che la villa della signora Patrizia è sua?»
«No, veramente, per quello che so io, la villa l’ha ereditata Patrizia dalla povera sorella.»
«Non sa che apparteneva al padre di Lo Meo?»
«Sì questo lo so, il notaio la lasciò a Adele, lo sanno tutti.»
«E non sa che il testamento era falso?»
«Falso? Cioè?»
«Falso! Senza cioè. Il testamento non è valido e la villa tornerà a Lo Meo.»
Vullo strabuzzò gli occhi ed esclamo: «Povera Patrizia, ci rimarrà male!»
Capuozzo riprese la foto dal cassetto e la poggiò sul tavolo.
Vullo guardò la foto, guardò il commissario e disse: «Che c’è?»
«La guardi bene e mi dica come ha conosciuto Ingrassia.»
«Signor commissario ma chi è questo Ingrassia, io non conosco nessun Ingrassia, glielo giuro su mia madre.»
«Signor Vullo questo qui è Ingrassia e lei lo conosce, le conviene dirmi la verità.»
«O signore mio, ma perché mi insiste, non l’ho mai visto questo qui.» Disse Vullo congiungendo le mani a mo’ di preghiera.
«Risultano delle telefonate dal suo cellulare a quello di Ingrassia.»
«Impossibile, non lo conosco, come faccio a telefonare a uno che non conosco?»
«Il giorno della morte di Adele lei ha telefonato dal suo cellulare a quello di Ingrassia, perché? Cosa vi siete detti?»
Vullo cominciò a sudare, prese un fazzoletto e lo passò in fronte, sul viso, lo stropicciò tra le mani: «Signor commissario glielo giuro sulla cosa più cara che ho, non è possibile, non lo conosco.» Disse disperato.

***

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 4 settembre 2012 in Giochimiei, Thriller

 
 
Free Animals, Loved & Respected

There are no words to justify the extermination Animal

ANDREA GRUCCIA

Per informazioni - Andreagruccia@libero.it

pensierifusi

Un posto dove scrivere

catepat07

Dare spazio alle idee cinema, letteratura e televisione

PATHOS ANTINOMIA

TEATRO CULTURA ARTE STORIA MUSICA ... e quant'altro ...

Dopo le colonne d'Ercole

Ogni tanto mi fermo e scrivo. Punto.

In Parte Me

" Fai della vita la tua forma d'arte, che ogni attimo possa diventar verso ed ogni giorno pagina." Questa è la mia arte. Questa è la mia storia. Questa è la mia vita. Almeno in 'parte'...

♥ melodiestonate ♥

Un blog da leggere... .Per chi ha tempo da perdere...♥

Una webcam sempre accesa nella stanza di Calipso

Trent'anni e una vita che non vedo. Allora la metto a nudo, completamente, me stessa e la mia vita, in ogni suo piccolo, vergognoso, imperativo dettaglio, come se avessi una web cam sempre accesa puntata addosso. Svendermi per punirmi e per rivelarmi completamente al mondo, svelare le mie inadempienze come la laurea che non riesco a prendere e i kili da perdere, nella speranza che sia il mondo a vedere quel che io non vedo in me. Un esperimento che sarà accompagnato da foto e cronache dettagliate e che durerà un anno, il 2013 dei miei 30'anni. Se il mondo non vedrà niente neanche così, chiuderò tutto....

Martina's World Wide Web

A world always under costruction...

Ohmarydarlingblog

Un volo di farfalle

losfogolinguistico

Just another WordPress.com site

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

Moda Gégè

C'est génial

Bookolico

Leggi, ovunque, quando vuoi.

A crescere come si fa

"Con tutto quello che succede in una vita come questa, forse è meglio se la strada non è proprio quella giusta".

pensieridatergo

Just another WordPress.com site

tuttacronaca

un occhio a quello che accade

Andrea T. (un po' come Melissa P.)

Tutto quello che leggete in questo blog è opera di pura fantasia e tutta la mia fantasia è protetta dal Copyright.

manginobrioches

Il cuore ha più stanze d'un casino

Laboratorio Romanzo

condivisione di un primo capitolo in progress

come foglie al vento

Del passato conservo solo i ricordi

lpado.blog

Un Blog francamente superfluo