RSS

Bartolomeo 143

23 Ott

Seguendo l’ordine suggerito da Giggetto i quattro amici si deliziano il palato con le fettuccine mantecate con prosciutto crudo, piselli, panna e parmigiano, per passare poi alla crema che avvolge i bucatini cacio e pepe, rimasti al dente e ben amalgamata con l’acqua di cottura e il pecorino.
“Mi sembra la grande abbuffata, avete presente, sto scoppiando.” Dice Meo il cui viso è diventato ben colorito per tutte le calorie ingerite. Poi preleva giusto una forchettata di spaghetti aglio, olio e peperoncino: “Due fili per spezzare, come dice Giggetto.”
“Ma dobbiamo prendere pure il secondo?” Chiede Marta allarmata.
“Io e Andrea passiamo, ma i ragazzi vorranno gustare qualche altra prelibatezza di Giggetto, vero? Dice rivolta ai due intenti alla soddisfazione del palato.
Philippe ha la bocca piena e mima con la mano libera: “Io sì!”
Anche Grey si affretta a deglutire per liberarsi la bocca e poter confermare: “Io pure, io pure.”
Poi prende un’abbondante porzione di gricia dal vassoio e la passa sul suo piatto: “Andiamo alla specialità della casa.” Dice portando alla bocca due rigatoni.
Puntuale arriva Giggetto che vedendo le due signore col piatto vuoto si rammarica: “Non è di vostro gradimento?” Chiede con aria sconsolata.
A Meo dispiace deluderlo: “No tutto buonissimo, ci stiamo prendendo un attimo di pausa.”
“Se si freddano diventano immangiabili signore. Giusto due rigatoni.” Dice Giggetto che munito di cucchiaio e forchetta mette nei piatti di Meo e Marta giusto due rigatoni ricchi di abbondante condimento.
Poi assume l’aria da professore: “Signori miei qui ci sono anni e anni di storia, pensate che le origini del termine risalgono al ‘400, quando i panettieri, provenienti dalle regioni del Reno e dal Canton dei Grigioni, venivano chiamati Grici.
E ‘Griscium’ era la divisa della loro corporazione. Poi il Gricio divenne un burino nella terminologia popolare, probabilmente il dispregiativo fu conseguenza dell’abbigliamento trascurato che i panettieri indossavano sotto lo spolverino, portavano i pantaloni alla caviglia, noto come ‘er carzone a la gricia’, uguale al pantalone a ‘zampafuossi’ dei napoletani.”
La lezione di Giggetto è seguita anche dagli altri ospiti del locale.
“Ma magnate signore ché se fredda.” Si interrompe per esortare Marta e Meo.
Come bambine ubbidienti le due donne mangiano e Giggetto prosegue.
“Questo alle origini. Poi nell’800 Gricio diventò pure il settentrionale della Lombardia, noto a Roma come montanaro rozzo, grande lavoratore, molto parsimonioso. I Grici si mettono in proprio nell’attività di orzaioli. Vendono al minuto di tutto: dal pane alla farina, alle derrate alimentari di ogni genere e rimangono aperti tutto il giorno ad attendere i clienti che hanno racimolato i soldi per comprarsi da mangiare.”
“Nella bottega hanno un forno a carbone dove cucinano un piatto semplice e veloce con guanciale e pecorino: la pasta alla gricia che diventa in poco tempo un piatto popolare.”
“Poi vennero gli Amatriciani, aggiunsero il pomodoro ed ecco la molto più famosa Amatriciana.”
“E questa è!” Conclude Giggetto con un inchino di ringraziamento agli applausi dei clienti.

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 23 ottobre 2014 in Bartolomeo, Giochimiei

 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
Free Animals, Loved & Respected

There are no words to justify the extermination Animal

ANDREA GRUCCIA

Per informazioni - Andreagruccia@libero.it

pensierifusi

Un posto dove scrivere

catepat07

Dare spazio alle idee cinema, letteratura e televisione

PATHOS ANTINOMIA

TEATRO CULTURA ARTE STORIA MUSICA ... e quant'altro ...

Dopo le colonne d'Ercole

Ogni tanto mi fermo e scrivo. Punto.

In Parte Me

" Fai della vita la tua forma d'arte, che ogni attimo possa diventar verso ed ogni giorno pagina." Questa è la mia arte. Questa è la mia storia. Questa è la mia vita. Almeno in 'parte'...

♥ melodiestonate ♥

Un blog da leggere... .Per chi ha tempo da perdere...♥

Una webcam sempre accesa nella stanza di Calipso

Trent'anni e una vita che non vedo. Allora la metto a nudo, completamente, me stessa e la mia vita, in ogni suo piccolo, vergognoso, imperativo dettaglio, come se avessi una web cam sempre accesa puntata addosso. Svendermi per punirmi e per rivelarmi completamente al mondo, svelare le mie inadempienze come la laurea che non riesco a prendere e i kili da perdere, nella speranza che sia il mondo a vedere quel che io non vedo in me. Un esperimento che sarà accompagnato da foto e cronache dettagliate e che durerà un anno, il 2013 dei miei 30'anni. Se il mondo non vedrà niente neanche così, chiuderò tutto....

Martina's World Wide Web

A world always under costruction...

Ohmarydarlingblog

Un volo di farfalle

losfogolinguistico

Just another WordPress.com site

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

Moda Gégè

C'est génial

Bookolico

Leggi, ovunque, quando vuoi.

A crescere come si fa

"Con tutto quello che succede in una vita come questa, forse è meglio se la strada non è proprio quella giusta".

pensieridatergo

Just another WordPress.com site

tuttacronaca

un occhio a quello che accade

Andrea T. (un po' come Melissa P.)

Tutto quello che leggete in questo blog è opera di pura fantasia e tutta la mia fantasia è protetta dal Copyright.

manginobrioches

Il cuore ha più stanze d'un casino

Laboratorio Romanzo

condivisione di un primo capitolo in progress

come foglie al vento

Del passato conservo solo i ricordi

lpado.blog

Un Blog francamente superfluo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: