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Bartolomeo 139

16 Ott

Giggetto allontanandosi fa un segno a uno dei camerieri che immediatamente si munisce del necessario per apparecchiare il tavolo dei quattro amici.
“Vi porto l’acqua signori, naturale o frizzante?” Chiede.
Scelgono naturale e il ragazzo si dirige verso la parete dove è piazzato un frigo a vetrina a quattro ante con le bibite. Prende la bottiglia d’acqua e torna al tavolo, ne versa mezzo bicchiere a testa, depone la bottiglia al centro del tavolo e: “Ora viene Gigetto per l’ordinazione.” Dice e si allontana augurando loro buon pranzo.
“C’è un bel movimento qui.” Dice Grey guardandosi intorno dove tre camerieri si destreggiano tra i tavoli, come giocolieri da circo, per servire le pietanze ai commensali.
“Sì è molto frequentato, specialmente d’estate – dice Meo – all’ombra di questi platani si sta da dio e poi si mangia divinamente, ma questo lo direte voi alla fine.” Rivolta a Grey e Philippe.
Arriva Giggetto: “Allora signori cosa vi preparo? Due panzanelle e bruschette con fiori di zucca fritta, a mo’ di ‘gustatio’ o, come li chiamava Cicerone: ‘promulsis’ che poi non sono altro che antipasti, non vi lasciate impressionare dalla mia cultura, qui se magna!”
“Ora ce lo spiega però.” Dice Marta.
“Signora bella me dia der tu io so’ Giggetto, ma co du ‘G’, no co una come l’artri. Mio padre era un tipo particolare e m’ha messo Giggetto, non Luigi né Gigi.”
“Ok Giggetto con due g – dice Marta – ma sta storia di Cicerone?”
“L’antipasto è una tradizione dell’antica Roma e il ‘mulsum’ è un vino mielato che li accompagnava, da qui il ‘promulsis’ di Cicerone. Ma ora pensiamo a magnà, se va bene l’antipasto – aspetta il consenso di tutti e ottenutolo prosegue – di primo abbiamo, ovviamente rigatoni alla gricia, spaghetti alla carbonara, fettuccine alla papalina, bucatini cacio e pepe…”
Philippe alza la mano: “Scusi signore Giggetto ma il porco?” Chiede indicando la porchetta allo spiedo.
“La porchetta? Certo, come no, mica me la porto a casa, quella ve la faccio gustare subito, prima degli antipasti. Lei è americano, di dove, se posso?”
“Washington.” Risponde Philippe.
“Ho un cugino a New York che si chiama come me, ma lui è un Gigetto regolamentare, ha una pizzeria a Little Italy, se ci andate portategli i miei saluti. Ma torniamo a noi.”
“Io prenderei tutto.” Dice Grey.
“Io doppio di tutto.” Dice Philippe.
“Ho capito va, ve faccio un poker, ma non m’avete fatto finì.”
“Per me va bene un assaggino di ciascuno.” Dice Marta.
Pure per me.” Dice Meo.
“Vi porto quattro vassoi e ciascuno magna quello che vuole – dice Giggetto – da bere avete preferenze o vino dei Castelli, che vi consiglio?”
Accettano il consiglio.
“Vado a lavorà, ci vediamo dopo per il secondo.” Dice e si allontana.

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Pubblicato da su 16 ottobre 2014 in Bartolomeo, Giochimiei

 

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